Trecentomila Alpini
di Lodovico Dotti

 

Torino, 5 Aprile 2007

Ogni tanto mi capita di dire, con le persone più varie, che sono un Alpino. Appena pronunciata la parola Alpino, mi accorgo che sul viso di molte persone appare un sorriso. Un sorriso che è sempre di simpatia e di grande stupore.
“Dicono che sarete in trecentomila”.
Io ripenso allora a tutte le adunate vissute e rivedo quei fiumi di penne nere avanzare per la stessa strada di tante Città. Ci penso spesso poiché quella visione mi dà una grande forza proprio nei momenti nei quali mi sento stanco e troppo piccolo per affrontare le grandi battaglie quotidiane.
E mi chiedo quale sia il magnifico mistero che unisce trecentomila persone, provenienti da ogni parte d’Italia ed anche dall’estero, con vite diversissime tra loro, in quelle sfilate favolose.
Trecentomila persone, insieme, con gioia viva, con gli sguardi avanti, con commozione forte, con quella forza misteriosa dentro!
Quasi certamente non esiste un altro caso al mondo nel quale si trovano, ogni anno, trecentomila persone che comunicano a tutti un bellissimo sogno.
Ho pensato tantissime volte a quel sogno che mi aiuta a vivere senza paura nell’affrontare i soldati del male e che mi riempie il cuore di gioia.
E ho capito che, forse, quello, più che un sogno, è una realtà, grande come un bellissimo sogno. E’ la realtà formata da tante vite vissute operosamente, con coraggio quotidiano nel compiere il proprio dovere nel ricordo grato di tutti gli Alpini andati avanti, magari nel compiere più del proprio dovere, per esempio nelle numerosissime Associazioni Nazionali Alpini che questo fanno nel silenzio discreto del fare senza voler apparire. E queste vite quel sogno se lo portano appiccicato sul viso di ciascuno, nello sguardo sereno, nel passo unico nell’avanzare vicini e compatti, senza alcuna incertezza, con il rumore di un unico scarpone: trecentomila Alpini nel giorno della grande festa.
Poi si torna a casa. Ma nessuno resta solo. Si torna a casa con quel sogno appiccicato sul viso, con lo sguardo sereno, continuando a sentire la presenza dei compagni vicini e compatti nel suono di un unico scarpone. A molti potrà sembrare strano: si torna a casa in trecentomila, ma non ciascuno a casa sua: trecentomila a casa di ciascuno!
Grazie Alpini di tutta Italia!

Uno dei trecentomila.

 

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